Come funziona un dispositivo per pressoterapia

Scegliere un dispositivo per pressoterapia può sembrare complicato perché possono avere costi simili, stesso aspetto ed essere descritti con le stesse parole. Ma il modo in cui funzionano dentro può essere molto diverso. E quella differenza si percepisce nel comfort del trattamento, nella continuità della compressione, nella sensazione sulle gambe dopo la sessione.
Questo articolo spiega come è costruito un sistema di pressoterapia, perché la disposizione delle camere d'aria conta più di quanto si pensi, e cosa valutare concretamente prima di scegliere. Se hai già letto la nostra introduzione alla pressoterapia e vuoi capire meglio come funziona, sei nel posto giusto.
In sintesi: cosa trovi in questo articolo
- Come funzionano le camere d’aria e perché la loro posizione modifica il trattamento;
- Perché nei dispositivi base la pressione può essere discontinua e come i sistemi più evoluti affrontano il problema
- Le differenze tra 4, 6 e 8 camere
- Come funzionano i programmi di gonfiaggio e quando ha senso usarli
- Perché più pressione non significa trattamento più efficace
- Cosa valutare prima di scegliere un dispositivo
- Quando la pressoterapia non va usata
Come funziona un sistema di pressoterapia a compressione sequenziale
Il principio alla base è lineare: una serie di camere d'aria, posizionate all'interno di un gambale o di un bracciale, si gonfia in sequenza dal basso verso l'alto. L'effetto è una spinta progressiva che può favorire il movimento dei liquidi in eccesso e supportare la circolazione degli arti.
Dentro ogni gambale ci sono sacche d'aria collegate a un compressore tramite tubi. Il compressore le gonfia in un ordine preciso, seguendo il programma selezionato. Quando una sacca si gonfia, esercita una pressione controllata sulla gamba. Quando si sgonfia, la pressione si allenta e la sequenza passa alla camera successiva.
Tradotto in modo semplice: è un massaggio meccanico che imita il movimento che un terapista farebbe manualmente, ma in modo automatico, ripetibile e regolabile. Ma il punto non è solo quante camere ha il dispositivo, ma come queste vengono gestite e in quale sequenza si attivano.

Perché la pressione può essere discontinua e cosa succede quando lo è
Riprendiamo l’esempio del dentifricio e immagina di stringerne un tubo nel mezzo invece che dal fondo. Il contenuto si sposta, ma in modo disordinato e una parte tende a tornare indietro.
Nei dispositivi di pressoterapia con camere d'aria separate accade qualcosa di simile. Tra una camera e l'altra c’è un piccolo spazio che non riceve mai compressione diretta, quindi, in pratica quando la pressione si sposta, per esempio, dal polpaccio verso il ginocchio, i liquidi che stavano salendo possono trovare quella zona libera e scivolare parzialmente verso il basso.
Questo fenomeno si chiama reflusso distale ed è uno dei limiti più comuni nei dispositivi base e uno dei motivi per cui i sistemi più evoluti hanno sviluppato soluzioni specifiche per ridurlo.
Le camere sovrapposte: come funzionano e perché fanno la differenza
La risposta tecnica a questo problema è la sovrapposizione delle camere d'aria. Invece di attivarsi una alla volta in sequenza separata, le camere si sovrappongono parzialmente, come le tegole di un tetto. Ognuna inizia a gonfiarsi prima che la precedente abbia terminato il suo ciclo.
Il risultato è una compressione più continua lungo tutta la gamba, senza interruzioni tra una zona e l'altra. Nella pratica, molti utenti la descrivono come una sensazione più fluida e meno meccanica rispetto ai sistemi standard, simile a un messaggio manuale
Diversi produttori hanno sviluppato questa tecnologia con nomi propri. Mesis la chiama Sovrex™ e la integra nei gambali della linea PressoMedical. Altri produttori europei adottano principi analoghi con nomenclature differenti. L'obiettivo, in tutti i casi, è lo stesso: ridurre gli spazi non compressi tra una camera e l'altra per rendere il trattamento più uniforme.
A parità di pressione impostata, un sistema con camere sovrapposte tende a produrre una compressione più omogenea rispetto a uno standard. Se questo si traduca in benefici rilevanti dipende dall'obiettivo d'uso e, in presenza di condizioni cliniche specifiche, dalle indicazioni del medico o del fisioterapista di riferimento.

Quante camere servono: 4, 6 o 8?
È una delle domande più frequenti e spesso la risposta che si trova online è vaga. Proviamo a essere più precisi.
4 camere coprono tutta la gamba dalla caviglia all'inguine e sono adeguate alla maggior parte degli utilizzi domestici e sportivi. Per drenaggio di mantenimento e recupero muscolare quotidiano, funzionano bene.
6 camere suddividono la gamba in sezioni più corte, distribuendo la pressione in modo progressivo lungo l'arto. Ha senso valutarle in alcuni casi specifici:
- quando c'è una condizione come il linfedema che richiede una gestione più accurata della sequenza di compressione- sempre su indicazione di un professionista;
- quando le gambe sono particolarmente lunghe e 4 camere non riescono a coprire uniformemente tutta la lunghezza;
- quando si cercano trattamenti estetici più mirati su zone come coscia o ginocchio.
8 o più camere si trovano nei dispositivi clinici ad alto costo, progettati per uso ospedaliero o per centri specializzati. Non è una configurazione per l'uso domestico e, nella maggior parte dei casi, non è necessaria.
Molti sistemi puntano sul numero di programmi, ma la differenza reale spesso è nella qualità della compressione e il numero di camere è una delle variabili che incide di più su questo aspetto.
I programmi di gonfiaggio: cosa significano e quando usarli
I programmi disponibili in un dispositivo per pressoterapia non sono tutti uguali e non sono intercambiabili. Sequenze diverse producono effetti diversi sull'arto e scegliere quello giusto dipende dall'obiettivo della sessione.
Gonfiaggio sequenziale semplice
Una camera alla volta si gonfia e si sgonfia completamente prima di passare alla successiva. È il programma più leggero, quello che più si avvicina all'effetto del drenaggio linfatico manuale(o a un massaggio manuale drenante). La pressione scorre lungo la gamba in modo continuo e progressivo, senza accumularsi.
È la scelta adatta per il mantenimento quotidiano, per chi si avvicina per la prima volta alla pressoterapia o per le sessioni di recupero nei giorni di riposo o scarico.
Gonfiaggio progressivo con mantenimento
Le camere si gonfiano in sequenza, ma rimangono gonfie mentre le successive si aggiungono. Quando tutta la gamba è sotto pressione, tutte le camere si sgonfiano insieme e il ciclo ricomincia.
Tradotto in modo semplice: la pressione si accumula progressivamente dal basso verso l'alto, riducendo la possibilità che i liquidi tornino indietro tra un ciclo e l'altro. I produttori lo chiamano in modi diversi - "massaggio profondo", "compressione progressiva", "sequenziale con mantenimento" - ma il principio è lo stesso. È indicato per chi avverte le gambe pesanti o gonfie o per il recupero dopo sessioni di allenamento intenso.
Programmi combinati
I dispositivi più completi offrono programmi che alternano automaticamente più modalità in un'unica sessione. Una fase sequenziale leggera seguita da una progressiva, per esempio, può favorire sia il drenaggio che una compressione più sostenuta, senza dover interrompere e ricominciare.
Mesis chiama questi programmi "Medical-Waves". Altri produttori usano nomenclature diverse. Per chi usa il dispositivo con continuità e vuole adattare la sessione all'obiettivo del giorno, questa flessibilità ha un valore concreto.
Più pressione non significa trattamento migliore
È uno degli equivoci più diffusi: alzare la pressione al massimo nella convinzione di accelerare i risultati. In realtà non funziona così — e in alcuni casi può essere controproducente.
Il sistema linfatico è composto da vasi molto sottili e superficiali, che rispondono meglio a una pressione moderata e ben distribuita che a una pressione elevata e concentrata come indicato nella letteratura sulla fisiologia linfatica e sulla compressione pneumatica intermittente. Salire troppo non accelera i benefici, può solo rendere il trattamento fastidioso o creare tensione sui tessuti superficiali.
I dispositivi di qualità permettono di regolare la pressione con precisione, in genere tra 30 e 250 mmHg. Per uso domestico e sportivo, la maggior parte delle persone ottiene buoni risultati tra 40 e 80 mmHg. Per esigenze cliniche specifiche si può lavorare su valori diversi, ma sempre su indicazione di un professionista sanitario.
Regola pratica: se durante il trattamento senti dolore o disagio, la pressione è troppo alta. Abbassala. Un trattamento efficace non deve fare male.
Pressoterapia e sport d'élite: il caso Cristiano Ronaldo
L'uso della pressoterapia tra gli atleti professionisti non è un segreto. Secondo quanto riportato da MixVale il 10 marzo 2026, Cristiano Ronaldo utilizza la pressoterapia come strumento nella gestione degli infortuni alla coscia, in preparazione ai Mondiali.
Non è una coincidenza. I muscoli della coscia — quadricipiti e flessori — sono tra i più sollecitati nel calcio professionistico e tra i più difficili da raggiungere con il massaggio manuale in modo uniforme. La compressione pneumatica sequenziale permette di lavorare sull'intera lunghezza dell'arto con precisione e ripetibilità, qualità essenziali in un protocollo di recupero professionale.
Se vuoi approfondire come la pressoterapia supporta il recupero sportivo, trovi tutti i dettagli nel nostro articolo dedicato alla pressoterapia nello sport.

Come scegliere il dispositivo giusto: cosa valutare davvero
Conoscere la tecnologia aiuta a leggere le schede tecniche in modo diverso. Ecco i criteri che contano, spiegati in relazione all'uso reale.
1. Numero di camere
Per uso domestico e sportivo, 4 camere sono adeguate nella maggior parte dei casi. Se hai esigenze specifiche - gambe molto lunghe, condizioni che richiedono una compressione più progressiva - vale la pena valutare 6 camere. Non è una scelta da fare in automatico: dipende da come pensi di usare il dispositivo.
2. Tecnologia delle camere
Cerca esplicitamente la dicitura "camere sovrapposte" o tecnologie equivalenti nelle specifiche del prodotto. Se la documentazione non specifica nulla a riguardo, è probabile che le camere siano di tipo standard. Non è un difetto, ma è un'informazione utile da avere prima di acquistare.
3. Programmi disponibili
Avere più programmi significa poter adattare il trattamento all'obiettivo del giorno. Tre sequenze diverse - leggera, progressiva, combinata - coprono la maggior parte degli utilizzi. Un solo programma fisso funziona, ma limita la versatilità nel tempo.
4. Regolazione della pressione
La pressione deve essere regolabile in modo preciso, non solo a livelli fissi. Poter aumentare o diminuire di pochi mmHg alla volta permette di trovare il punto di comfort giusto senza dover scegliere tra troppo poco e troppo.
5. Certificazione come Dispositivo Medico
I dispositivi certificati come DM Classe IIa CE hanno superato test di sicurezza specifici e dimostrato di funzionare nei termini dichiarati. In Italia, questa certificazione consente anche la detrazione fiscale al 19% con prescrizione medica e l'acquisto con IVA agevolata al 4% tramite Legge 104. Non è un dettaglio secondario.

6. Accessori e possibilità di espansione
Gambali, bracciali, fascia addominale: gli accessori compatibili determinano quante aree puoi trattare con lo stesso dispositivo. Vale anche la pena verificare se il sistema si può espandere nel tempo e,nei dispositivi professionali, se le singole sacche sono sostituibili in caso di usura, senza dover cambiare l'intero gambale.
Puoi confrontare i modelli disponibili nella categoria pressoterapia su OneShop, dove trovi le specifiche complete per ciascun dispositivo.
Confronto tra i principali dispositivi
La tabella riporta i modelli più richiesti con le specifiche tecniche principali.
|
Dispositivo |
Camere |
Tecnologia camere |
Programmi |
Pressione |
Cert. DM |
|
4 |
Standard |
3 |
20–200 mmHg |
CE Classe IIa |
|
|
4 |
Standard |
6 |
20–200 mmHg |
CE Classe IIa |
|
|
4 |
Standard |
8 |
20–200 mmHg |
CE Classe IIa |
|
|
4 |
Sovrex™ sovrapposte |
6 (di cui 3 Medical-Waves) |
30–250 mmHg |
CE Classe IIa |
|
|
6 |
Sovrex™ sovrapposte |
6 (di cui 3 Medical-Waves) |
30–250 mmHg |
CE Classe IIa |
|
|
Mesis IntenseWaves Pro |
4 |
Standard |
5 |
20–180 mmHg |
CE Classe IIa |
Cosa cambia, in concreto, con un dispositivo più evoluto
Vale la pena essere diretti su questo punto, senza esagerare né in un senso né nell'altro.
Cambia la sensazione durante il trattamento. Con camere sovrapposte il massaggio è più fluido e continuo. La maggior parte degli utenti nota la differenza rispetto ai sistemi standard già nelle prime sessioni. Non è un dettaglio marginale.
Cambia la possibilità di adattare il trattamento. Più programmi disponibili significa poter scegliere ogni volta in base all'obiettivo: una sessione leggera dopo un allenamento, una più intensa quando le gambe sono pesanti, una combinata per le sessioni più complete. Con un solo programma fisso, si lavora sempre allo stesso modo indipendentemente da come ci si sente.
Cambia la prospettiva di durata. Un dispositivo certificato con componenti di qualità è progettato per resistere a migliaia di cicli. Nei sistemi professionali, la possibilità di sostituire le singole parti in caso di usura riduce i costi nel tempo, soprattutto per chi usa il dispositivo quotidianamente.
Quello che non cambia: la pressoterapia resta uno strumento di supporto al benessere, non una soluzione autonoma. I risultati che molti utenti riferiscono — gambe più leggere, recupero più rapido, minor senso di gonfiore — arrivano con la regolarità d'uso e si inseriscono in uno stile di vita coerente. La pressoterapia non sostituisce una valutazione medica e, in presenza di condizioni specifiche, è sempre opportuno confrontarsi con un professionista sanitario.
Per approfondire l'utilizzo in ambito estetico e benessere, puoi leggere il nostro articolo sulla pressoterapia per estetica e benessere.
Quando la pressoterapia non va usata
La pressoterapia è generalmente sicura se usata correttamente, ma esistono condizioni in cui non è indicata. Prima di iniziare qualsiasi ciclo di trattamento, è importante verificare di non rientrare in nessuna delle situazioni elencate qui sotto. In caso di dubbio, il confronto con il proprio medico è sempre il primo passo. come indicato nelle principali linee guida sulla compressione pneumatica.
|
Condizione |
Nota |
|
Trombosi venosa profonda (TVP) in fase acuta |
Controindicazione assoluta: il rischio di mobilizzazione del trombo è reale |
|
Insufficienza cardiaca severa |
Il ritorno venoso accelerato può sovraccaricare il cuore |
|
Infezioni acute o celluliti cutanee |
La compressione può favorire la diffusione locale dell'infezione |
|
Edema di origine non diagnosticata |
Prima di trattare, è essenziale conoscerne la causa |
|
Neoplasie attive agli arti |
Da valutare caso per caso con l'oncologo di riferimento |
|
Gravidanza |
Controindicata in assenza di indicazione medica specifica |
|
Fratture o ferite aperte non cicatrizzate |
La compressione è incompatibile con la guarigione in corso |
|
Arteriopatia periferica severa |
La compressione può ridurre ulteriormente l'apporto arterioso |
Questa lista non è esaustiva. Il foglio illustrativo di ogni dispositivo riporta le controindicazioni specifiche del prodotto. In caso di patologie croniche o terapie farmacologiche in corso, il confronto con il medico è sempre consigliato prima di iniziare.
Domande frequenti sulla pressoterapia
Le camere sovrapposte fanno più male di quelle standard?
No. La sensazione durante il trattamento dipende dalla pressione impostata, non dalla tecnologia delle camere. I sistemi con camere sovrapposte producono una compressione più continua, che la maggior parte degli utenti descrive come più morbida e uniforme rispetto ai sistemi tradizionali.
Posso usare un dispositivo con 4 camere per trattare anche le braccia?
Dipende dagli accessori compatibili con quel modello specifico. Alcuni dispositivi includono bracciali nella dotazione standard o li rendono disponibili come accessorio aggiuntivo. Verifica la compatibilità prima dell'acquisto: non tutti i gambali sono progettati per lavorare con bracciali dello stesso sistema.
Un dispositivo da 250 mmHg è migliore di uno da 200 mmHg?
Non necessariamente. Il valore massimo raggiungibile è raramente quello utilizzato nella pratica: per la maggior parte degli usi domestici si lavora ben al di sotto dei 100 mmHg. Quello che conta di più è la precisione con cui si può regolare la pressione, non il tetto massimo dichiarato.
Che differenza c'è tra un dispositivo per uso domestico e uno professionale?
Spesso condividono la stessa certificazione DM Classe IIa, ma si differenziano per numero di programmi, accessori disponibili, qualità dei componenti e cicli di utilizzo previsti. Alcuni sistemi nati per uso professionale — come le linee PressoMedical di Mesis — sono progettati per sessioni quotidiane intensive, ma possono essere acquistati e utilizzati anche in ambito domestico, con le indicazioni appropriate.
Questo contenuto ha finalità informative e divulgative. Non sostituisce il parere di un medico o di un professionista sanitario. In presenza di patologie diagnosticate — linfedema, insufficienza venosa, edemi post-chirurgici o altre condizioni cliniche — è sempre opportuno consultare il proprio specialista prima di iniziare un trattamento con dispositivi per pressoterapia.
Riferimenti: Linee guida sulla profilassi del tromboembolismo venoso (NICE NG89, 2019); Zaleska M. et al., "The Effectiveness of Intermittent Pneumatic Compression in Long-Term Therapy of Lymphedema of Lower Limbs", Lymphatic Research and Biology (PMC); European Society for Vascular Surgery (ESVS) Guidelines on Chronic Venous Disease, 2022.












